1976-1991
Alessandro Carboni nasce a Cagliari nel 1976. Cresce ad Assemini, un paese nella cintura industriale e agricola del capoluogo sardo. L’infanzia si svolge in un territorio segnato da una profonda transizione: la campagna coesiste con le fabbriche, il paesaggio è attraversato da trasformazioni urbane e sociali generate dalle crisi economiche che hanno colpito la zona industriale di Porto Vesme e Macchiareddu. In questo contesto ibrido e contraddittorio, tra natura e asfalto, si formano le prime tensioni che alimenteranno il lavoro artistico di Carboni: il bisogno di osservare, muoversi, comprendere le trasformazioni spaziali, sociali e simboliche del proprio ambiente.
L’assenza di riferimenti culturali forti e di infrastrutture dedicate alla formazione artistica rende il percorso meno lineare ma più denso di sperimentazioni autonome: il corpo e lo spazio urbano diventano strumenti di esplorazione. L’adolescenza è segnata da una forte spinta all’autodidattica, dalle arti visve alla musica. Questa attitudine alla transdisciplinarietà, già in nuce, si affermerà più tardi in ambito accademico e performativo. La Sardegna, con la sua natura arcaica e i paesaggi fratturati dal progresso industriale, resterà una costante ispirazione, una soglia porosa da attraversare e reinventare. L’esperienza formativa e artistica di Carboni si strutturerà negli anni attraverso una continua tensione tra centro e margine, tra gesto e pensiero, tra pratica del corpo e ricerca visiva.