CONTEXT
PROCESSO DI RICERCA
La fase di ricerca del progetto Context si è sviluppata attraverso un ciclo di residenze in diversi contesti internazionali: città, centri di produzione, università, fondazioni e spazi indipendenti. Ogni tappa ha generato materiali specifici – visivi, sonori, performativi – che hanno alimentato e trasformato il processo creativo. L’opera non si è mai chiusa in una forma definitiva, ma si è riscritta costantemente in relazione ai luoghi attraversati e ai corpi che l’hanno abitata. La dimensione del “processo” è diventata essa stessa forma, una trama in continua evoluzione che ha ridefinito l’identità del progetto a ogni nuovo contesto.
RES#1 / NEW YORK
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
22/10–03/11/2019 – La MaMa, Learning and Research Center del MoMA, Douglas Dunn Studio, New York (USA)
Durante la residenza creativa presso il Learning and Research Center del MoMA di New York, l’artista ha sviluppato Con-tèxere, un’indagine coreografica e visiva che prende avvio dall’etimologia del termine “contesto” – dal latino con-tèxere, cioè “tessere insieme”. La ricerca si concentra sull’idea di tessitura come modello di pensiero e pratica performativa, in cui il corpo e il filo diventano strumenti per costruire trame spaziali, visive e simboliche. Attraverso l’osservazione di motivi modulari e geometrie dei tappeti sardi – in particolare il motivo tradizionale noto come “fiamma di Nule”, caratterizzato da strutture romboidali che evocano una fiamma – l’artista elabora una pratica che intreccia azione performativa, cartografia e arti visive. Il tappeto diventa una mappa dinamica, il telaio un piano scenico, e il corpo un vettore di forze discontinue, capace di riattivare il rapporto tra gesto, spazio e memoria. Durante la residenza sono stati condotti studi d’archivio, esperimenti scenici e azioni pubbliche in dialogo con il patrimonio della Dia Art Foundation, del Donald Judd Foundation, di La MaMa e del MoMA. Il lavoro è culminato la conferenza alla Università New School e la performative Lecture Context-ere_lecture- on the constant negotiation of urban space between immobility and change alla New School presso il Douglas Dunn Studio, in collaborazione con il progetto Amìna.
RES#2 / MONTREAL
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
03-09/11/2019 – LePARC – Performing Arts Research Cluster; PULSE – Performative Urbanism Lab
Durante la residenza a Montréal, l’artista è stato ospite del Milieux Institute for Arts, Culture and Technology presso la Concordia University. Le attività si sono svolte all’interno di LePARC – Performing Arts Research Cluster e PULSE – Performative Urbanism Lab for Spatial, Social, and Scenographic Experimentation.
La ricerca si è concentrata sul concetto di matrice come modello narrativo e sistema generativo applicabile a diversi contesti: dallo spazio urbano al gesto corporeo. Quante possibilità contiene un sistema del genere? Quante traiettorie può generare? Le possibilità emergono dalle scelte dei performer, dalla relazione con regole esecutive predefinite e dalle condizioni ambientali del contesto in cui l’azione si sviluppa.
La residenza si è conclusa con una lecture performativa, formato che ha permesso all’artista di condividere pubblicamente i risultati della ricerca attraverso una combinazione di parola, corpo e dispositivi visivi.
Eventi pubblici: EM Tools Lab, PULSE Lab, Context_lecture – talk su spazio urbano e trasformazione, NextGenCities @ 4TH SPACE, Inverse Power – lecture performativa, LePARC/Milieux (nell’ambito del festival milieuXbauhaus)
RES#3 / NITRA
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
01–13/12/2019 – CapoTrave/Kilowatt nell’ambito di BeSpectACTive, con il supporto di Creative Europe, Nitra Festival, Divadelná Nitra (SK)
Durante la residenza a Nitra, l’artista ha lavorato con cinque performer: Ana Luisa Novais Gomes, Francesca Ruggerini, Gianmaria Borzillo, Lucia Guarino e Loredana Tarnovschi. Il punto di partenza della ricerca è la figura geometrica del triangolo, utilizzata sia come elemento di riflessione teorica che come dispositivo visivo e performativo.
Per l’artista, la ipotenusa rappresenta il punto di intersezione tra due piani: quello orizzontale, inteso come dimensione spaziale dell’astrazione, e quello verticale, legato alla realtà e al tempo. In scena, questo si traduce nella relazione tra la bidimensionalità dello spazio e la verticalità del corpo in movimento.
Il triangolo, oggetto bidimensionale con due facce – una nera e una bianca – viene trattato come un’unità minima di informazione, simile a un bit (0/1). Ripetuti nello spazio, i triangoli generano sequenze binarie che, all’interno di una matrice, funzionano come sineddoche: piccole parti che rinviano al tutto.
La performance prende forma come una composizione modulare, eseguita con rigore geometrico, in cui i triangoli vengono manipolati e riorganizzati dai performer secondo regole di movimento e combinazione. Ne risulta una matrice di punti spazio-temporali: una texture visiva e performativa in cui i corpi diventano dispositivi produttivi di energia variabile e discontinua, capaci di generare permutazioni del contesto.
Eventi pubblici: Context_Lab, Context_presentation, prova aperta
RES#4 / CREVALCORE
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
04-06/03/2020 – Formati Sensibili, CapoTrave/Kilowatt nell’ambito di BeSpectACTive, con il supporto di Creative Europe, Sementerie Artistiche Crevalcore/H(abita)T.
Durante la residenza presso Sementerie Artistiche a Crevalcore, l’artista ha lavorato con le performer Ana Luisa Novais Gomes e Masako Matsushita allo sviluppo del solo Context. La ricerca ha preso avvio dal materiale coreografico elaborato nella tappa di Nitra, approfondendo il rapporto tra corpo e triangolo come unità modulare. Il lavoro si è concentrato sulla costruzione di una partitura coreografica fondata sulla manipolazione fisica, la trasformazione e la riorganizzazione della forma triangolare attraverso il corpo. Il triangolo diventa strumento di relazione e dispositivo compositivo: non solo oggetto da muovere, ma forma che trasforma il gesto e la sua qualità, generando dinamiche spaziali, tensioni e traiettorie complesse. In questa fase il solo assume una struttura più definita, in cui il corpo si dispone come vettore di forze che si inscrivono nella geometria della scena, riattivando il senso della misura, della ripetizione e della variazione
RES#5 / MONDAINO
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
12-25/04/2021 – Formati Sensibili, Co – Produzione TIR Danza; Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora, La Corte Ospitale.
Durante la residenza presso L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, l’artista ha lavorato allo sviluppo delle versioni trio e solo del progetto Context.
La ricerca si è focalizzata sulla scrittura della partitura coreografica basata sulla matrice di triangoli disposti al suolo. Attraverso l’identificazione di una logica di rotazione per ogni singolo triangolo, è stato elaborato un metodo compositivo che unisce rigore geometrico e intuizione, una sorta di procedura matematica istintiva capace di generare la struttura drammaturgica complessiva dello spettacolo.
Il teatro, nella sua dimensione raccolta e modulare, ha offerto un contesto ideale per la composizione visiva della scena, consentendo di sperimentare le relazioni tra i pattern della matrice, la presenza dei corpi e la costruzione del disegno luci.
Nella fase conclusiva della residenza è stato dedicato spazio alla definizione degli elementi visivi: costumi e trucco sono stati integrati nella composizione, contribuendo a rafforzare il carattere astratto e simbolico dell’intero lavoro.
RES#6 / SANSEPOLCRO
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
25-30/05/2021 – Formati Sensibili, Co-produzione CapoTrave/Kilowatt in the frameworks of BeSpectACTive with three artistic residencies at Bakelit Multi Art Center (Budapest), Domino (Zagreb), Divadelna Nitra (Nitra), with the support of Creative Europe, TIR Danza. La residenza presso il Teatro alla Misericordia di Sansepolcro è stata dedicata alla documentazione video e fotografica delle versioni Trio e Duo del progetto Context. Durante questa fase, il lavoro si è concentrato sulla trasposizione visiva della composizione coreografica e dell’architettura scenica. La presenza del fotografo Luca Del Pia e del videomaker Riccardo Biasi, ospiti della compagnia, ha permesso di approfondire la relazione tra gesto performativo e sguardo documentale, esplorando modalità di ripresa che valorizzassero la qualità geometrica e ritmica del movimento in scena. Il teatro, intimo e raccolto, si è rivelato uno spazio ideale per la definizione dell’immagine del progetto, restituendo in forma visiva l’atmosfera rarefatta e il rigore compositivo che caratterizzano Context.
RES#7 / COSTA VERDE
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
16–19/09/2020 – Formati Sensibili, with the support of 369gradi – Valeria Orani – Umanism NYC / IdentityLab2 – Regione Autonoma della Sardegna / Sardegna Film Commission
La residenza si è svolta nel territorio della Costa Verde, tra Guspini, Marceddì e Piscinas, nella Sardegna sud-occidentale. In questo contesto naturale, l’artista ha esplorato le possibilità compositive del triangolo al di fuori dello spazio scenico, sperimentandone la presenza nel paesaggio.
Attraverso l’uso della fotografia, lo sguardo si è posato sul paesaggio come su una superficie grafica, cercando corrispondenze tra le forme naturali e le geometrie del triangolo. Il gesto è stato quello di un’osservazione attiva, in cui la figura triangolare è stata collocata nello spazio come elemento di tensione e mediazione tra forze opposte: pieni e vuoti, stabilità e movimento, rigidità e flusso.
Il triangolo si è trasformato in dispositivo di ascolto e misura, un elemento di disturbo e allo stesso tempo di integrazione, capace di rivelare l’instabilità dinamica del paesaggio. La residenza ha costituito un momento di rallentamento e apertura, in cui il lavoro si è nutrito del ritmo della natura e del tempo lento del camminare, dell’osservare, del comporre.
RES#8 / BUDAPEST - ZAGABRIA
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
03-09/11/2019 – Formati Sensibili, CapoTrave/Kilowatt in the frameworks of BeSpectACTive with three artistic residencies at Bakelit Multi Art Center (Budapest), Domino (Zagreb), Divadelna Nitra (Nitra), with the support of Creative Europe, TIR Danza. With the support of Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora, La Corte Ospitale), Amina_project/369gradi, h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza /QB/ Sementerie Artistiche.
A causa delle restrizioni legate alla pandemia, il periodo di residenza inizialmente previsto presso Domino (Zagabria, Croazia) e Bakelit Multi Art Center (Budapest, Ungheria) è stato riorganizzato e svolto presso Sementerie Artistiche a Crevalcore, in Italia.
Questa tappa ha rappresentato un momento centrale nello sviluppo del solo, sia nella versione pensata per il palcoscenico che nel formato site-specific. Il lavoro si è concentrato sull’adattamento del linguaggio coreografico alla relazione diretta con lo spazio, mettendo a fuoco le possibilità compositive del triangolo come dispositivo scenico, visivo e spaziale.
La residenza ha permesso di affinare la struttura del solo, approfondendo il rapporto tra corpo, ritmo e geometria, e sperimentando nuove modalità di trasposizione del gesto coreografico in contesti non teatrali, mantenendo la tensione astratta e la densità percettiva che caratterizzano il progetto Context.
RES#9 / RAVENNA
Progetto e ricerca | Alessandro Carboni
31/08-03/09/2021 – Formati Sensibili 2021 – Co-production | CapoTrave/Kilowatt nell’ambito di BeSpectACTive with the support of Creative Europe SpectACTive del programma della Unione Europea e TIR Danza; | L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna; Amina_project/ 369gradi; h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza /QB/ Sementerie Artistiche.
Durante la residenza al Teatro Almagià di Ravenna, l’artista ha proseguito lo sviluppo del solo, riformulando il progetto Context a partire da una nuova visione scenica e concettuale.
Ispirandosi ai versi del Canto XXXIV dell’Inferno nella Divina Commedia di Dante, la ricerca si è concentrata sulla trasformazione dello spazio scenico da griglia rigida a paesaggio liquido. L’acqua è stata introdotta come materia scenica primaria: generativa, ricettiva, riflettente. Un elemento mutevole, capace di adattarsi continuamente al contesto, di deformare la geometria e riscrivere le traiettorie del corpo.
Il solo, in questa nuova versione, si svincola dalla struttura matematica per entrare in un territorio più fluido e instabile, in cui il corpo si lascia attraversare da forze che scivolano, si rifrangono e si dissolvono.
Study for Festuca è un progetto speciale nato in questo contesto, sviluppato nell’ambito di Notes for a Third Landscape per Viva Dante – Ravenna 2020/21, come riflessione coreografica sul paesaggio, la trasformazione e la memoria.